Alla fine le nonne hanno sempre avuto ragione sullo stile
“Così sembri mia nonna” è sempre stato una specie di insulto. Oggi, invece, la stessa espressione assume un nuovo significato grazie alla gen Z che ha riscoperto il valore della vita lenta in pieno stile mediterraneo. I social parlano di grandmacore o Nonna Maxxing, ma è molto di più di un semplice trend.
Ogni anno con l'arrivo dell'estate l'Italia diventa il place to be di tutti. Fuori dai confini della penisola nessuno resiste al fascino della dolce vita, alla cultura del dolce far niente e per l'estate 2026 l'icona di tutto ciò sono le nonne. Avvolte in abiti floreali, sempre con le mani in pasta o sedute a chiacchierare ai margini della strada su quelle sedie in plastica bianca che oggi associamo a Bad Bunny. Secondo il Guardian le nonne italiane custodiscono "il segreto di una vita lunga e felice" e la Gen Z non vuole farselo scappare.
Non a caso gli stessi grembiuli che le nonne hanno sempre portato in casa per la SS26 sono finiti sulla passerella parigina di Miu Miu facendo impazzire il fashion system. A febbraio poi è stato il brand di skincare Tallow Twins a coniare il termine Nonna Maxing con un post IG che recitava: "you need to be nonna maxing" invitando a manifestare per una "nonna summer". Nel post anche gli elementi dello starter pack dellla nonna italiana: far prendere aria alla casa, camminare ovunque, dolce far niente, solo per citarne alcuni. Tra questi anche "no social media", quasi ironico dal momento che si parla di un post IG.
Il Nonna Maxxing però è molto di più del semplice innamoramento collettivo per l'Italia che, ogni anno, resiste da giugno a settembre. Questo trend è la risposta della nuova generazione ad un mondo fatto di stress cronico, burnout e un'insana cultura dell'ottimizzazione a tutti i costi. Una realtà in cui il tempo per una passeggiata, per un pranzo in famiglia o una serata tra amici diventa tempo sprecato perché non produttivo.
Per anni, in fin dei conti, abbiamo cercato l'elisir di lunga vita come Madeline Ashton in "La morte ti fa bella" senza renderci conto di avere la ricetta sotto casa.





