Quando Armani vestiva le hostess di Alitalia
La moda regna ovunque, anche dove meno ce lo aspettiamo. Prendiamo l’aviazione: un settore che, pur distante dal fashion, ha subito il fascino dello stile. E in Italia, la compagnia aerea Alitalia (oggi ITA Airways) è stata un simbolo di eleganza, affidandosi alle grandi maison per le sue divise.
Il rapporto tra Alitalia ed il lusso Made In Italy nasce negli anni ‘50, quando le divise di hostess e steward hanno incominciato a divenire lo specchio dell’eleganza e dello sfarzo italiano. Un vero e proprio status symbol che hanno portato sempre più attenzione ai lavoratori di aerei e aeroporti, fino a renderli icone di stile.
Il primo atelier a conquistare la fiducia di Alitalia è stato quello delle Sorelle Fontana nel 1950 con un tailleur 3 bottoni, gonna al polpaccio e camicia chiara. Classico stile del dopoguerra. La vera novità? Il tessuto ignifugo utilizzato per confezionare la divisa.
Con il passare dei decenni, Alitalia ha affidato l’arduo compito di vestire il proprio personale ad altri stilisti italiani. Nella lista troviamo nomi del calibro di Delia Biagiotti (madre della più celebre Laura Biagiotti), Tita Rossi, Mila Schön, Alberto Fabiani e Renato Balestra, per citarne alcuni.
La vera rivoluzione risale al 1991 quando il testimone passa allo stilista italiano per eccellenza, da sempre sinonimo di eleganza e buon gusto: Giorgio Armani. Per 7 anni le hostess di Alitalia hanno vestito il massimo del lusso made-in-italy: un completo greige (colore inventato da Re Giorgio, a metà tra grigio e beige) dal carattere androgino e raffinato.
Dopo la parentesi di Ettore Bilotta, nel 2018 arriva l’ultimo celebre stilista ad ottenere tale compito: la marchigiana Alberta Ferretti, che proprio nel 2024 ha annunciato il suo ritiro.
Infine - con il rebranding in ITA Airways del 2021 - la ex-Alitalia ha scelto come proprio designer di fiducia uno degli esponenti massimi dell’eleganza italiana: Brunello Cucinelli.
Dal dopoguerra a oggi, Alitalia ha raccontato la moda italiana a 10.000 metri di altezza, trasformando il cielo in una passerella.




