03 maggio 2026

Claudia Arcangeli: Vivere in uno spazio bello ti fa stare bene

Claudia Arcangeli è un’interior designer emergente, fondatrice di Archangeli Design, che si sta facendo notare per il modo in cui crea spazi e oggetti su misura, sempre con un’estetica riconoscibile e super personale.

Interviste
By Redazione 035

Qual è stata la scintilla che ti ha fatto innamorare del design?

Non ricordo un momento preciso. Credo sia una passione che ho sempre avuto, sin da piccola. Crescendo, più viaggiavo e più scoprivo posti nuovi, più mi rendevo conto di quanto l’ambiente che ci circonda influenzi completamente l’umore.

Il progetto di cui vai più fiera?

L’esibizione che sto preparando ora. Tutti i progetti che ho realizzato in passato mi hanno dato grandi soddisfazioni, ma essendo su commissione dovevo sempre trovare un equilibrio tra la mia visione e i desideri del cliente. Questa volta, invece, mi sono messa in gioco completamente da sola.

L’opera di design che sogni di avere a casa tua?

Sicuramente Church of the Light di Tadao Ando. Immagina svegliarsi la mattina e vedere quella chiesa meravigliosa davanti ai miei occhi, in giardino, o addirittura integrata all’interno della mia casa: sarebbe un sogno.

Secondo te, chi ha la casa arredata meglio?

Mi è rimasta impressa la casa di Lenny Kravitz a Miami: super eclettica, pop, sorprendente. Anche se probabilmente non ci vivrei, la trovo meravigliosa. Amo il fatto che abbia una personalità così forte e che riesca a trasmettere un messaggio chiarissimo.

C’è una regola o una frase che riassume il tuo modo di lavorare?

Random. Ho sempre studiato all’ultimo momento e progettato le cose la notte stessa, persino la notte prima della mia laurea. Ho spesso l’impressione che così mi riesca meglio: è come se riuscissi a concentrare tutte le mie energie in un unico momento creativo, più intenso e autentico.

Il miglior aneddoto dietro le quinte collaborando con PDF?

Ho iniziato a lavorare con PDF due mesi prima della loro primissima sfilata. Senza esperienza mi sono ritrovata dentro la progettazione del set. Ho lavorato con loro per un anno e mezzo: è stata un’esperienza molto formativa, di cui sono grata.

Dove ti vedi tra dieci anni?

Spero di avere il mio studio personale di design, che racchiuda più realtà creative e un team di persone intraprendenti, positive e autentiche. L’obiettivo principale, per ora, è riuscire a spostarmi oltreoceano senza dimenticare le mie radici.

Altre interviste

Alessandro Marinella: Chi porta giacca e camicia sa cosa è Marinella

Alessandro Marinella: Chi porta giacca e camicia sa cosa è MarinellaHOT

Tito Rapito: Costruire una community una t-shirt alla volta

Tito Rapito: Costruire una community una t-shirt alla volta

Davide di Lernia: Diventare un artista partendo dalle sneakers

Davide di Lernia: Diventare un artista partendo dalle sneakers

Federico Rems: Il tuo rapper preferito ha un suo tatuaggio

Federico Rems: Il tuo rapper preferito ha un suo tatuaggioHOT