Diventare un artista partendo dalle sneakers - Davide di Lernia
Davide Di Lernia è un creativo pugliese che si è fatto un nome con le sneakers custom, fino a collaborare con adidas e Timberland. Oggi vuole portare la sua identità artistica oltre la scarpa. Lo abbiamo chiamato.
La prima custom che hai realizzato?
La prima custom risale, credo, a novembre 2017. Personalizzai una Vans che mi aveva regalato mia sorella. Ricordo che aveva un buco sulla punta, e da lì ho iniziato prima incollando una toppa, poi dipingendoci sopra. Riguardarle oggi, a distanza di nove anni, mi fa capire l’evoluzione che c’è stata, e spero di continuare a evolvermi ed esplorare nuovi settori.
Quando personalizzare scarpe ha smesso di essere un gioco?
Capirlo fa parte di un percorso che vivi giorno dopo giorno. Io l’ho concretizzato quando le persone hanno iniziato a commissionarmi le custom per la mia identità artistica, e senza dubbio quando ho visto l’interesse dei brand.
Il lavoro che ti ha richiesto più tempo in assoluto?
Ce ne sarebbero tanti, anche non pubblicati. Credo che l’installazione realizzata per l’evento Adidas sia quella che ci ha richiesto più tempo a livello di progettazione. Non è stato facile sorreggere un ago di tre metri, ahah.
Hai mai dovuto rifare una scarpa da zero?
Le ho fatte, in realtà c’è una cosa che non sa nessuno. Nel 2019 ho frequentato un corso di modellistica e design di sneakers e suole, ed è lì che ho realizzato la mia prima scarpa. Poi ho continuato a lavorare più sul percorso artistico, ma un domani non escludo una scarpa disegnata e realizzata da zero.
La soddisfazione più grande che ti ha dato questo lavoro?
In primis, averti direi quella di aver conosciuto, e continuare a conoscere, tante persone con cui non avrei mai immaginato di lavorare. Poi il fatto di potermi divertire, viaggiare e lavorare allo stesso tempo, è una fortuna inestimabile. Spesso penso a quanto sia fortunato anche solo a potermi gestire le giornate: a quanti capita di svegliarsi e non avere l’energia per affrontare una giornata di lavoro?
Una persona che ti ha scritto e che non ti saresti mai aspettato?
Mi ha scritto qualche giorno fa Vinícius, calciatore del Real Madrid, per commissionarmi due custom. Non posso spoilerarvi nulla.
Con quale brand vorresti collaborare?
Ho già collaborato con brand che erano nella mia lista dei desideri. In futuro, quando sarò più maturo a livello artistico, mi piacerebbe completare una scarpa o anche dei capi per Stone Island. Chissà.
Qual è il tuo prossimo grande obiettivo?
Esplorare altri settori. Mi piacerebbe diventare un artista a 360°. Sto già lavorando a progetti che vanno oltre il mondo sneakers.
Siamo stati al tuo pop-up qualche mese fa: come ti sentivi quel giorno?
Quel giorno è stato la “somma” di tutto quello che mi era successo nei due mesi precedenti, quando mi hanno hackerato l’account Instagram e sono stato fermo due mesi. Chi ha lavorato con me per l’evento sa di cosa parlo, ahah. A parte tutto, c’è stata una risposta bellissima a quello che stiamo facendo: come primo evento a Milano è stato incredibile.
Una previsione sui prossimi trend delle sneakers custom?
È un periodo un po’ strano. Ho visto che i brand stanno spingendo molto sui ricami con pietre, ma la differenza tra industriale e artigianale è abissale.




