03 maggio 2026

Il tuo rapper preferito ha un suo tatuaggio - Federico Rems

Federico Cantore, in arte Rems, viene dalla periferia milanese e tatua alcuni dei rapper più famosi del momento. Con il collettivo Ragazi Milano sta costruendo qualcosa di più grande del singolo tatuaggio. Gli abbiamo fatto qualche domanda.

Interviste
By Redazione 035

Qual è stato il primo tatuaggio che hai fatto?

Una rondine, che coincidenza, è anche il primo tatuaggio che mi sono fatto io. Poi, come secondo, ho tatuato subito una Chevy Impala.

Qual è il tatuaggio di cui oggi vai più fiero?

Difficilissimo rispondere. Sicuramente quelli che poi sono stati copiati e diventati trend, come ad esempio il graffito sulla gola a Shiva.

Quando si capisce che un tatuaggio l’ha fatto Rems?

Io lavoro sempre insieme a Edwart, e abbiamo costruito un linguaggio riconoscibile anche passando da stili diversi. Sicuramente il modo in cui usiamo i grigi e i negativi fa riconoscere, a chi ha occhio, un nostro pezzo anche da lontano.

Il posto più strano dove ti sei ritrovato a fare un tatuaggio?

Sul palco dei Magazzini a Shiva durante il suo concerto, al Four Seasons nella suite di Ye durante una sua festa, al 40esimo compleanno di J Balvin, in sala privata al ristorante El Porteno per Sfera, eccetera.

Un errore comune che noti spesso nei tatuaggi degli altri?

Spesso vedo gente che pensa a fare un bel tatuaggio da postare, ma non considera i tatuaggi che il cliente ha già addosso. L’equilibrio con tutto il resto viene prima di tutto.

La conversazione più assurda che hai avuto mentre tatuavi?

“Sei in arresto.”

Con quale artista senti di avere una visione affine?

Sicuramente con Edwart, con cui lavoro su tutto, dai tattoo alle direzioni creative per gli artisti, fino al brand. Poi con Smeri e The Angelis, che completano il nostro collettivo Ragazi.

Che musica non può mancare in sottofondo mentre tatui?

Rap/trap o country.

C’è un tatuaggio che cancelleresti dal tuo corpo, e perché?

Io ho tantissimi tatuaggi blastati, cioè tatuati sopra come se quelli sotto non ci fossero. Perché magari quello stile o quei soggetti non mi piacevano più, e preferisco il caos che si crea con più strati di tatuaggi.

Se un giorno ti annoiassi di tatuare, cosa faresti?

Ho già avuto questa esigenza, infatti non faccio solo questo. Da anni lavoro nel mondo della musica come direttore creativo, stylist, grafico, ecc. Disegno gioielli e ora, principalmente, lavoro al brand Ragazi.

Perché è nato Ragazi Milano?

È nato dalla nostra passione per moda e design. Dal bisogno di dare un nome al nostro mondo, in cui possiamo curare l’estetica e spaziare dal clothing alla gioielleria all’arredamento, creando oggetti che per primi vorremmo comprare noi.

Cosa diventerà Ragazi Milano?

Sicuramente a breve diventerà un luogo: showroom e laboratorio, dove possiamo fare prove, dipingere e tatuare. In pratica, casa nostra. Per il futuro abbiamo tanta energia e tante idee, e Ragazi è il nostro riflesso e, allo stesso tempo, il nostro “figlio”. Non abbiamo fretta.

Dalla periferia al centro, quanta fame hai ancora oggi?

Mi piace buttarmi sempre in progetti nuovi, perché amo la sensazione di essere l’ultimo arrivato. Ho sempre avuto la stessa fame, non mi sono mai accomodato: non fa per me.

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