La nuova collezione di Columbia parla la lingua dello streetwear
Dall'outdoor al guardaroba di tutti i giorni.
Chi ha passato gli ultimi anni a guardare come si veste la città lo sa: la giacca tecnica ha smesso di essere un capo da escursione e si è presa il centro dell'armadio. Il fenomeno ha un nome, gorpcore, ed è passato da nicchia di appassionati a codice estetico che ritrovi fuori da una scuola, in una redazione, a un concerto. Il marchio outdoor sul bomber da sera è ormai un fatto normale.
In questo scenario Columbia ha scelto di presentare Street Tech, e questa mossa dice più di quanto sembri. Per anni l'outdoor ha prestato alla moda la propria credibilità: i brand di montagna venivano adottati dalla strada, spesso al di fuori delle intenzioni di chi li aveva progettati. Qui il percorso si inverte. Columbia sviluppa la collezione da zero pensando alla città fin dall'inizio, con volumi e linee contemporanee, e ci porta dentro le proprie tecnologie brevettate.
Il dato che conta è che quelle tecnologie sono vere, con un nome e una funzione precisa. Omni-Shield™ respinge l'acqua, Omni-Tech™ tiene fuori la pioggia lasciando respirare il corpo, Thermarator™ isola dal freddo e Omni-Wick™ allontana l'umidità. Chiunque abbia aspettato un treno sotto l'acqua in autunno o attraversato la pianura a novembre sa che la città metteva già alla prova questi materiali, solo che nessuno glielo chiedeva con tanta chiarezza.
C'è poi una questione di posizionamento. Il gorpcore più hardcore ha spesso il sapore del culto, con prezzi e riferimenti che parlano a pochi. Columbia viene da un'altra storia, più larga e quotidiana, e Street Tech sembra puntare lì: prendere l'attenzione che lo streetwear tecnico ha costruito e portarla su un prodotto da usare ogni giorno, con tutta la sua imprevedibilità.





