Stellantis si è presa il Paris Motor Show con sei concept car che hanno immaginato il futuro dell’auto
Al Paris Motor Show, Stellantis ha scelto di guardare avanti senza dimenticare il passato.
Al Paris Motor Show, Stellantis ha scelto di guardare avanti senza dimenticare il passato. Prima con The Night Before, una serata all’Hangar Y in cui ha presentato sei concept car in anteprima mondiale. Poi all’Hall 4 del Salon de l’Auto, con uno spazio di oltre 5.000 metri quadrati, otto brand e più di 60 vetture.
Il risultato è stato un viaggio tra identità diverse e modi di intendere l’automobile, dove il design ha incontrato nuove esigenze di mobilità e modelli storici sono tornati a ispirare progetti inediti.
Alfa Romeo Cuorerosso
Con Cuorerosso, Alfa Romeo ha immaginato come portare la propria identità in una nuova generazione di automobili. Il concept ha messo al centro il design italiano, con proporzioni sportive e un approccio che ha privilegiato l’essenziale, senza rinunciare a carattere e personalità. Il progetto ha anticipato una futura gamma di modelli con diverse motorizzazioni, comprese possibili versioni Quadrifoglio. Perché, anche in un panorama automobilistico in trasformazione, il piacere di guida è rimasto uno dei valori fondamentali del marchio.
Citroën 2 CV Concept
Ci sono automobili che non hanno bisogno di presentazioni e la Citroën 2 CV è una di queste. Con il nuovo concept, il marchio francese ha ripreso le forme e lo spirito della storica utilitaria, reinterpretandoli con un design contemporaneo e una motorizzazione completamente elettrica. Lunga appena 3,76 metri, la vettura ha puntato su dimensioni compatte, semplicità e praticità, senza rinunciare a un abitacolo colorato e funzionale. L’ambizione è stata quella di riportare l’auto elettrica a una dimensione più accessibile, con un futuro modello previsto entro il 2028 e un prezzo di partenza indicativo di 15.000 euro.
DS F3VER
Con DS F3VER, DS Automobiles ha esplorato il rapporto tra design, personalizzazione e vita quotidiana. La silhouette scultorea e le linee tese hanno dato forma a una vettura compatta, caratterizzata da un frontale distintivo e da una firma luminosa posteriore progettata per attirare l’attenzione. Tra gli elementi più interessanti c'è stata la possibilità di giocare con colori e finiture: dalla verniciatura cangiante Cosmic Blue alla carrozzeria bicolore, fino al profilo del tetto personalizzabile. Un progetto che ha messo al centro l'individualità, immaginando un'automobile capace di distinguersi senza rinunciare alla versatilità necessaria per gli spostamenti di tutti i giorni.
FIAT Multiplay
La FIAT Multiplay ha ripreso lo spirito anticonvenzionale della Multipla e lo ha portato in una nuova dimensione. Il concept ha combinato lo spazio di una monovolume, il carattere di un SUV e la praticità di un pick-up, cercando di adattarsi a momenti diversi della vita quotidiana. La soluzione più particolare è stata l'architettura posteriore modulare, che ha permesso di trasformare l'auto da una configurazione familiare a sette posti a un pick-up a quattro posti con cassone aperto. Anche gli interni sono stati pensati per cambiare funzione, con sedute e componenti multifunzionali. Più che anticipare un modello destinato alla produzione, Multiplay ha rappresentato un laboratorio di idee per una mobilità più flessibile, in cui la stessa vettura può accompagnare un viaggio in famiglia, un weekend fuori porta o una giornata dedicata allo sport.
Opel STX Concept
Con la STX Concept, Opel ha provato a dare una nuova personalità alla station wagon. Il concept ha reinterpretato questa tipologia di automobile attraverso un design più deciso, superfici pulite e una silhouette dinamica, con il posteriore inclinato a sottolinearne il carattere sportivo. A distinguere il progetto è stata anche la nuova interpretazione della firma luminosa Opel Vizor, con animazioni a lamelle e il logo illuminato al centro del frontale. L'idea è stata quella di superare l'immagine tradizionale della familiare, mantenendone la vocazione pratica ma rendendola più contemporanea. Alcuni degli elementi stilistici presentati hanno anticipato il linguaggio delle future Opel di serie.
Peugeot RCZ Vision
Il nome RCZ ha richiamato una delle coupé più riconoscibili della storia recente di Peugeot, ma la Vision ha guardato soprattutto al futuro. Il concept ha unito una silhouette sportiva a un nuovo linguaggio stilistico, definito dal marchio “Futuro Felino”, in cui eleganza e aggressività hanno convissuto. La vera novità è stata però all'interno, con l'Hypersquare, un comando di sterzo dalla forma geometrica che ha anticipato una nuova esperienza di guida, insieme alla prossima evoluzione del Peugeot i-Cockpit. La vettura ha inoltre immaginato una motorizzazione elettrica da 500 CV e un'autonomia dichiarata fino a 600 chilometri. Un progetto che ha cercato di dimostrare come elettrificazione e innovazione possano convivere con il coinvolgimento al volante.
Accanto alle sei anteprime, Stellantis ha portato a Parigi altre idee che hanno ampliato il racconto del gruppo. La Peugeot E-T16 Concept ha reso omaggio alla leggendaria 205 T16, protagonista del Mondiale Rally negli anni Ottanta, reinterpretandone lo spirito attraverso un design futuristico e una motorizzazione elettrica da 816 CV. Un progetto estremo, pensato per esplorare il lato più emozionale delle prestazioni.
Di tutt'altro approccio è stata la FIAT Multiplina, che ha messo al centro la flessibilità degli spazi e la libertà di utilizzo. Il concept ha immaginato un abitacolo capace di adattarsi alle esigenze quotidiane, proponendo un modo diverso di concepire l'automobile compatta. Due progetti lontani per carattere e obiettivi, ma accomunati dalla volontà di superare le categorie tradizionali e aprire nuove possibilità per i rispettivi marchi.
Più che anticipare una singola automobile, Stellantis ha provato a raccontare come potrebbero cambiare le automobili che guideremo. Perché il futuro dell'auto non dipenderà soltanto da quanto saranno veloci, elettriche o tecnologiche, ma anche dalla capacità di rispondere a esigenze diverse senza perdere ciò che le rende riconoscibili.





